Missione di Chiara Razzi di GHT dal 27 luglio al 15 agosto 2018
Nyandiwa, Kenya
Il centro è stato aperto da pochi giorni ed è il primo che utilizza la nuova piattaforma di teleconsulto multidisciplinare della T-Tre, software house di Roma.
Chiara Razzi che ha già lavorato nei centri di telemedicina in Togo e in Centrafrica si affianca per 3 settimane al personale locale per sostenerli nell'uso delle apparecchiature e la gestione del nuovo software
L’ospedale di Nyandiwa e di tutti i dispensari della zona possono quindi usufruiore del servizio di teleconsulto multidisciplinare. L'ospedale è gestito dallo staff IKSDP e dai volontari italiani for Harambee che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto. La postazione è stata donata da Girolamo Vimercati Sanseverino e le figlie Sofia, Ginevra e Margit.
Relazione di Chiara Razzi di Nunzio
La telemedicina è arrivata in Kenya: il centro sanitario di Nyandiwa (Gwassi), sulla riva del Lago Vittoria, adesso è in collegamento diretto con i medici specialisti della piattaforma di telemedicina GHT.
Il villaggio di Nyandiwa ha conosciuto in pochi anni una crescita straordinaria, passando da una popolazione di 300 abitanti (nel 1978) ai circa 20.000 abitanti odierni, ma detiene anche il triste primato di essere uno dei luoghi più colpiti dall’HIV nel Paese e nella regione stessa: laddove la prevalenza dell’HIV a livello nazionale è del 6,1%, nella divisione di Gwassi – al cui interno si trova il villaggio di Nyandiwa – la diffusione dell’infezione si attesta al 35%.
Il centro clinico “Nyandiwa Health Centre”, oltre a servire la popolazione di Nyandiwa, è anche un punto di riferimento per i villaggi circostanti, che dispongono solo di posti di primo soccorso.
Recentemente il governo del Kenya ha stabilito di innalzare il livello del “Nyandiwa Health Centre”, convertendolo da dispensario in ospedale di base. Questo upgrade comporterà un potenziamento dello staff (assunzione di nuovo personale, tra cui almeno un medico: finora il centro clinico ne era sprovvisto) e dei servizi forniti (diventerà possibile eseguire in sede i parti cesarei e le radiografie, due prestazioni che a oggi sono disponibili solo nel villaggio di Karungu, distante 17,3 km… un percorso di quasi un’ora, sulle piste dissestate del Kenya).
Il bacino di utenza in continua crescita, la presenza significativa di pazienti complessi e l’imminente ampliamento delle attività rappresentano per il “Nyandiwa Health Centre” una grande opportunità di crescita, ma anche una sfida quotidiana per stare al passo nonostante gli ostacoli: la carenza di personale, la totale assenza di medici specialisti e non, i frequenti ritardi nell’approvvigionamento del materiale, come per esempio i reagenti di laboratorio necessari per eseguire anche le analisi più elementari…
In questo quadro di grande impegno e di grandi difficoltà si è inserita la missione di Chiara Razzi Di Nunzio, che dal 26 luglio al 21 agosto 2018, in collaborazione con la Onlus “IKSDP – Harambee Gwassi Project”, ha affiancato il personale infermieristico del “Nyandiwa Health Centre” per formarlo all’uso della nuova piattaforma di telemedicina GHT-Light e dei dispositivi a essa collegati: computer, elettrocardiografo, stetoscopio Bluetooth, diafanoscopio, pulsiossimetro e fotocamera.
I tre professionisti sanitari – Mark Mochache, Elijah Ogasa e Joshua Ndege – si sono dimostrati entusiasti delle potenzialità di questo nuovo progetto, e anche i pazienti erano molto eccitati all’idea di poter eseguire gratuitamente e in sede esami come l’ECG, che fino ad allora avrebbero comportato le spese e i disagi di un lungo viaggio in taxi o a piedi fino all’ospedale di Karungu (in cui peraltro tutte le prestazioni sono a pagamento).
Insomma, un altro pezzettino d’Africa è stato unito alla rete sanitaria globale grazie alla cooperazione tra GHT e IKSDP. Adesso non ci resta che augurare buon lavoro a Mark, Elijah e Joshua!