Missione a Itigi in Tanzania a gennaio-febbraio 2019
Dr. Andrea De Santis – Chiara Razzi Di Nunzio
ST. GASPAR REFERRAL AND TEACHING HOSPITAL
La missione del Dr. Andrea De Santis (Presidente del GHT Onlus) e di Chiara Razzi Di Nunzio (formatrice GHT di professione infermiera), che si è svolta dal 21 gennaio al 3 febbraio 2019 presso l’ospedale di Itigi, in Tanzania, è stata coronata dal successo: gli strumenti della Telemedicina (computer, diafanoscopio, saturimetro, telecamere digitali ed elettrocardiografo bluetooth) sono stati installati; sette professionisti – sei medici e un tecnico di radiologia – sono stati formati e accreditati per l’utilizzo del sistema informatico GHT, e il responsabile del reparto di chirurgia è stato inoltre aggiunto a pieno titolo alla squadra dei “refertanti”, ossia i medici che ricevono le richieste dai centri di Telemedicina GHT sparsi per il mondo e inviano risposte e consigli.
Il St. Gaspar Referral & Teaching Hospital di Itigi, l’aggiunta più recente fra i centri clinici in cui sono installate le postazioni GHT, offre un contesto del tutto nuovo rispetto alle realtà in cui solitamente si inserisce la Telemedicina GHT: stavolta non si tratta di un dispensario di campagna, a regime ambulatoriale o dell’infermeria di una scuola missionaria, ma di un polo ospedaliero di riferimento dotato di un’ampia gamma di strumenti diagnostici (laboratorio analisi, elettrocardiografo, ecografo, radiologia e persino di una TAC a 128 strati, la cosiddetta “TAC turbo”) e di una folta equipe di medici, fra i quali 5 specialisti.
Il servizio di Telemedicina della GHT che si avvale di una piattaforma tecnologica realizzata da TTRE Srl, può invece servire da “seconda opinione”: un’occasione di confronto alla pari tra colleghi, specialisti della stessa o di una differente specialità medica.
Nelle prime due settimane di attività del servizio di Telemedicina GHT i nuovi richiedenti hanno già inviato teleconsulti, e tutto lascia sperare che questo sia l’inizio di una nuova e fruttuosa collaborazione, dalla quale possano trarre vantaggio non solo i pazienti, che beneficeranno di un’assistenza specialistica più completa, ma anche i professionisti medici – sia i “richiedenti” sia i “refertanti” – che in questo scambio di esperienze e di conoscenze hanno l’occasione di arricchirsi, tanto dal punto di vista professionale quanto da quello umano.